Vai al contenuto

Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/199

Da Wikisource.

137

da' aridi ed inutili licheni. Alla superficie, e a poca profondità è spugnosa leggiera, facilmente stritolabile: più sotto si fa densa, e più dura: il che è comune ad assaissime lave per le note leggi della gravità, per cui le parti più leggiere nella liquida massa occupano la superficie, e le più pesanti il fondo.

Questa lava, a base di roccia cornea, è di grana terrosa. Il suo colore, conforme i siti diversi varia, da quello del ferro sino al nero-rossigno. Prodigiosi di numero sono i feldspati in essa incorporati, i quali in qualche pezzo attentamente contemplati, danno a credere, che l'incendio producitore di questa corrente era fortissimo. Lo deduco dall'essersi quì fusi più o meno i feldspati, quando generalmente nelle lave sogliono restare intatti. Se adunque la lava dell'Arso prendasi nel centro della corrente a qualche profondità, l'avvenuta liquefazione è manifestissima. Alcuni pertanto conformati veggonsi in ritonde palline, o in allungati cilindretti. Altri sono stati fusi soltanto da un lato, e quivi hanno perduta la forma cristallizzata, quando nell'altre parti la conservano intiera. E'