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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/202

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confusa talmente, che non appare ombra di fibre, e la friabilità non è molta. Per altro sostanzialmente coteste pomici dell'Arso convengono con le scorie, e le lave di quel luogo, pei feldspati, che in loro sono i medesimi, ed egualmente affetti dal fuoco. Questa osservazione fa dunque vedere, che la roccia di corno si trasmuta pel fuoco violento in verace pomice, quantunque questa trasmutazione di rado succeda.

Avverte il citato francese Naturalista, che questa lava dell'Arso fumica tuttora in più luoghi, e che i fumi bianchi che si sollevan da lei, rendonsi più chiari il mattino, ove la rugiada ne sia stata abbondante.

Il fenomeno, malgrado la qualche stranezza sua, meriterebbe la maggior confidenza, se ocular testimonio ne fosse stato egli stesso. Ma se ciò fosse, lo avrebbe sicuramente, espresso: laddove non ne parla che in termini generali, per cui abbiam fondamento di credere che deferito abbia all'assersione altrui. L'Abbate Breislak, ed io scegliere non potevamo tempo più idoneo per contemplare tai fumi, essendoci recati all'Arso sul levar