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del Sole, ed impiegata avendovi buona parte del mattino, che non fu dei meno rugiadosi. Ma gli occhi nostri inutilmente ricercarono tanta meraviglia. Non l'hanno neppur saputa scoprire gli altrui; quegli almeno de' molti terrazzani fededegni da noi interrogati, affermaron tutti di non ricordarsi di avere mai veduto o fumo o vapore, o qualunque altra nebbiosa sostanza sollevarsi dall'Arso. Malgrado però queste contrarie autorità, io non ardirei negare il fatto. Dirò soltanto che peno a rimanerne persuaso: nè troppo mi convince l'esempio addotto dal Dolomieu di alcune lave dell'Etna, che non cessano di fumare, non ostante che sieno state eruttate nel 1762., poichè in fine cotal fenomeno non ha per epoca, che lo spazio di 26. anni, e quello dell'Arso l'avrebbe di 486.
Dopo l'aver ragionato della corrente dell'Arso, toccherò tre lave ritrovate tra via nel restituirmi alla Città d'Ischia, che risaltan di terra in sembianza di smisurati pietroni. Sono a base di roccia di corno, ma fra se diversificano per alcuni esteriori caratteri.