stata una eruttazione fangosa, divisa in più strati, distinguibili singolarmente lungo la Via del Rotaro. Di mezzo a questi strati giace una immensità di pomici, varianti nella grossezza, ne' colori, nella densità, ma non discordanti nella tessitura, che in tutte è fibrosa. Elleno avviluppano diversi feldspati, che manifestano una incominciata fusione. Non forman correnti, siccome vedremo in molte pomici di Lipari, ma sono a pezzi staccati, distribuite però in guisa, che in più luoghi constituiscono come altrettanti suoli o tavolati. Sembrami esservi la maggiore verisimiglianza nel credere che il Vulcano dopo una eruzione di tufo, gettato abbia in alto un nembo di pomici, che cadute sul tufo, prodotto vi abbiano un suolo, su cui per una eruttazione novella siasi generato un altro strato tufaceo; il quale sia stato coperto da un'altra pioggia di pomici; e così da quell'alternazione di materie tufacee, e pomicose nata sia una porzione di quella conica Montagna. L'estensione delle pomici, presa in dirittura della Via del Rotaro, oltrepassa il miglio, e i luoghi più eminenti per ogni dove ne abbondano. Quindi