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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/209

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d'una sottile crosta biancheggiante, leggera, dolce al tatto, che si attacca alla lingua, e che è friabilissima. Là questa crosta si è internata di alcuni pollici, e altrove ha occupata l'intiera crassizie delle lave. In più altri siti si è intenerita a segno, che si è fatta polverosa, e la bianca polvere al sopracciglio di detto Monte è spaziosissima. E però dobbiam dire, che gli acidi sulfurei quivi sieno stati copiosissimi, e di lunga durata, quantunque ora di tali esalazioni non siavi più alcun vivo segnale.

Sappiamo che anticamente in Ischia si cavava il sulfato di allumina, per farne traffico, e secondo il nominato Sig. Andria, i materiali atti per l'estrazione di questo sale si prendevano in Catrico, situato sopra Lacco nelle maggiori eminenze dell'Epopeo. Egli avvisa però che a' nostri giorni non rimane più vestigio di sulfato di allumina, dietro alle sue più minute ed esatte perquisizioni[1]. Dirò candidamente quanto è accaduto a me di notare. Assai lave da Catrico stesso, e


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  1. L. c.