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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/211

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nelle quali la lingua sentiva il sapore sdolcinato, e astringente di esso, e l'occhio vedeva il velo bianchiccio, e sottilissimo del medesimo, che d'ogni intorno copriva i pezzi di queste lave. Dopo sei mesi la crassizie del velo era ¼ di linea; e in seguito non mi accorsi che crescesse di più. Feci nuove rotture a tali lave, non senza l'apparimento di veli novelli di sulfato alluminoso. E nel mentre che ora ne scrivo, cioè dopo 27. mesi da che levai da Ischia coteste lave, conservano tuttora la sottile crosta salina. Con le ordinarie chimiche prove mi sono poi sempre più accertato della verace natura dell'alluminoso sulfato. Quanto poi alla seconda qualità di lave, in tutto questo tempo non mi hanno mai mostrata la presenza di detto sulfato. Dirò inoltre, che non ho tampoco potuto ottenerne mediante la calcinazione, praticando un metodo analogo a quello che si usa nel territorio di Cività-Vecchia, per cavare da quelle pietre argillose il sulfato d'allumina.

Per queste mie osservazioni rimane però dimostrato, che anche adesso evvi in Ischia questo sale sì interessante. Nè


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