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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/217

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gine da una lava singolare. Più sopra parlato abbiamo della ricchezza dei feldspati nella lava del Monte Zaro. Ma nella presente si trovano sì prodigiosamente affollati, che a prima giunta crederemmo formarne essi l'intiero corpo. Egli è d'uopo spezzarla, e considerarne attentamente i pezzi, per conoscere, che neppure quì manca una base, la quale è una roccia cornea terrosa gialliccia, facilmente stritolabile, che in pochissima dose li tiene debilmente legati. La cristallizzazione è a tavolette romboidali di varia grandezza, da una linea fino a ¾ di pollice. A questa picciola base terrosa sono altresì attaccate diverse pagliette di nera mica esaedra.

Il medesimo Monte Imperatore alla banda del mare dà a vedere grandissimi aggregamenti di un'altra lava, che prescindendo da arciradissime particolette di mica dorata, e da qualche più raro microscopico feldspato, si può dir semplice, e questa non meno riconosce per base la pietra cornea. La lava dalla bocca del Vulcano sembra escita a riprese diverse, mirandosi correnti sovrapposte a correnti,