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che formano un disordinato bizzarrissimo intreccio.
Progredendo oltre, sottentra al Monte Imperatore la Calle di Panza, sito così nomato sul litorale, sopra cui cade un'altissima, ed estesissima rupe di lava, interrotta da più tumori, che pel loro luccicare feriscon l'occhio da lungi, ed invitano a contemplarli. Ed effettivamente lo meritano, essendo bellissimi gruppi di numerosi feldspati, rozzamente romboidali, della grossezza taluno di due pollici. Sono bianco-giallicci, suddiafani, di grana affatto vetrosa, di aspetto cangiante, fatti a sfoglie, e l'affluente quantità di scintille che mandano all'acciajo, ne dichiara la durezza. Molte centinaja insieme aggruppate formano masse tondeggianti di mezzo piede, d'un piede, e di due piedi, ed ogni massa per di sotto nella lava s'incastra. Quantunque, come è detto, la loro pasta sia molto dura, pure per diverse screpolature che vi son dentro, si dividono facilmente in minuti pezzi, a forma parallelepipeda, o romboidale. Quindi negar non possiamo, che da qualche estrinseco agente sieno stati dannificati, il quale però non mostra rela-