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dell'Isola, per mettermi a ridosso del vento. Sebbene le produzioni vulcaniche quì esistenti non avevano novità alcuna, essendo quasi tutte a base di roccia di corno, e piene zeppe dei soliti cristallizzati feldspati.
Oltre all'arena del litorale del Monte Zaro, non ho trascurato di raccogliere, e di esaminar quella d'altre parti, dove ho approdato. E' stata da me scoperta quale imaginava che fosse: voglio dire dell'indole stessa delle produzioni vulcaniche, al piede delle quali si trovava raccolta. La porzione però dominante dell'arena si era un tritume di feldspati, per essere questa la pietra, che in quelle lave più abbonda, e che resiste assaissimo alle vicende delle stagioni, e ad ogni altra estrinseca ingiuria.
Ma quì non dee tacersi l'arena ferrea disseminata in più angoli dell'Isola, e sopra tutto copiosissima alle sponde del mare. Non solo muove l'ago magnetico, ma dalla calamita è attratta con forza. Cotesta arena in Napoli, e altrove è conosciutissima; ma per quanto io mi sappia, ignoravasi una sua qualità, da me discoperta col ministero della lente. Su le