le prime io credeva con la comune dei Naturalisti, che fossero menomissime molecole di ferro affatto informi, non altrimenti che quelle dell'arene lapidee. Tali effettivamente si offrono all'occhio inerme: ma se venga di buona lente armato, con gioconda sorpresa si scorge, che ogni granellino è o un frammento d'un cristalletto di ferro specolare, o un cristalletto compiuto egli stesso. Di questi ultimi ogni centinajo di grani ne comprende tre o quattro al più. Cotesti piccioli cristalli marziali sono formati di due piramidi quadrangolari alla base unite; e ogni lato delle piramidi è un triangolo rettangolo, o isoscele. Ma in moltissimi altri granelli non esiste più che una porzione dell'intiero cristallo; e per lo più si vede che la parte mancante è una conseguenza del logoramento sofferto dall'arena ferrea per lo stropiccio provato dall'urto del mare. Quindi molti grani, corrosi già gli angoli, presa hanno orbicolata figura.
Sebbene non è la sola Ischia, che ricca sia di questa arena: si tragge anche copiosamente dal lido di Pozzuolo. Ma donde mai la sua origine? Gli è certo,