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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/225

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fin dove almeno poteva scorgerle l'occhio.

Il giro alle radici di quest'Isola mi fece dubitare d'un fatto espresso dal lodato Sig. Andria in queste parole: “Le lave in alcuni luoghi soltanto prossimi al lido del mare si trovano forate da' antichi sepolcri di foladi, per quanto ho potuto io giudicare, tuttocchè non mi fosse riuscito di trovarvi dentro alcun frammento della conchiglia”.

E passa egli immediatamente a render ragione del fatto. “Si vede chiaro però che queste foladi non han dovuto quivi deporsi, che portate spontaneamente dal proprio istinto dopo lungo tempo che la lava si era già stabilita”[1].

Non oso risolutamente contraddire all'asserzione, non avendo io potuto esplorare il litorale tutto quanto d'Ischia. E quando pur fatto lo avessi, diffiderei nondimanco di me stesso, difficilissimo essendo l'esplorare al minuto i luoghi precisi di che parla, per non essere stati


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  1. L. c.