fabbricate dalle foladi, avessero fatta illusione all'Autore; o bramerei almeno ch'egli ripetendo sul luogo le osservazioni, si accertasse meglio della verità del fatto, che in terre vulcanizzate sarebbe finora unico, per quanto io estimo.
Tre giorni sono stati da me impiegati nell'esaminare quest'Isola, e nei diversi esami ho avuto in considerazione, se mai vedessi sorger di terra qualche fumajuolo, per cui prendere si potesse argomento, non esser quivi del tutto estinte le sotterranee accensioni. Ma la menoma traccia di fumo non mi apparì, nè è stata giammai osservata da' più vecchi Paesani, cui non lasciai premurosamente di addomandarne. Le stufe di Ischia pare tuttavia che c'inducano a pensare il contrario. Si sa essere coteste stufe caldissimi vapori acquosi, che perennemente escono dalle crepature, e dagli sfendimenti delle lave, i quali quantunque non abbiano alcuna delle nocive qualità comuni alle esalazioni vulcaniche ma sieno anzi giovevolissimi per più malattie, certa cosa è però che derivare non possono se non se da interno calorico