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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/228

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vaporizzante le acque sotterranee, qualunque ne sia poi la produttrice cagione.

Quando gli incendj in tempi antichissimi, e a noi sconosciuti hanno prodotto quest'Isola, doveva ella godere d'un'ampiezza assai maggiore d'oggidì. La parte del sud, sottoposta a un mare, che fino dalle coste dell'Africa va a percuoterla senza frapposti obici, e d'altronde formata in qualche parte di tufi, sostanza fra le vulcaniche poco dura, esser dee grandemente sminuita. E il diminuimento in avvenire diverrà sempre più grande. Ma il tempo che a lungo tutto altera, tutto strugge, ha cagionato puranche i massimi cangiamenti nell'interno dell'Isola. Stando su la vetta dell'Epopeo, si mirano con piacere assai monticelli conici, propaggini di altrettanti Vulcani. Ma i loro interni crateri più non esistono, nè siam certi, che in Ischia più ritrovinsi i contrassegni d'un solo, giacchè quegli affossamenti, ed ample cavità, quelle specie di teatri, e di amfiteatri, che in qualche lato si osservano, esser possono egualmente effetti del fuoco, che dell'acqua.