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Termino queste mie osservazioni con una importante riflessione sopra i materiali vulcanici d'Ischia. Questi diversificano dal rimanente degli altri Campi Flegrei. A riserva della vesuviana Montagna, il gran piano, su cui riposa la Città di Napoli, i circostanti colli al nord, al nord-ouest, e all'ouest, i crateri del Lago d'Agnano, e d'Averno, molti tratti della Solfatara, Monte Nuovo, il Promontorio di Miseno, Procida, ec. sono il risultato di sostanze tufacee. E comecchè queste non manchino in Ischia, la parte però dominante di lei sono diverse rocce, e sopra tutto quelle di corno. L'eruzione altresì dell'Arso, che è l'ultimo incendio, a memoria d'uomini accaduto, va composta di cotal pietra. Le materie adunque, che hanno fornito l'alimento ai diversi ischiani incendj avevano il loro centro in quelle rocce argillose, le quali per la nominata eruzione del 1302. mostrano di non essere per ancora esauste.
Queste rocce, siccome abbiam veduto, sono straricche di feldspati cristallizzati; ed eglino nella fornace offrono
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