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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/236

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mici, e frammenti di lave; e che scavando le fondamenta de' ricordati Acquidotti, sonosi scoperti terreni vulcanici, da prima pensai, che da questi sotterranei luoghi fosse stato cavato quel tufo. Tanto più che all'intorno tutto era di carbonato calcare, non eccettuatene le Montagne più eminenti, le quali erano a un di presso del medesimo impasto, grana, e colore, che le osservate da me ne' montuosi intervalli a Napoli, e a Loreto frapposti. Ma da uno di que' Popolani fui fatto certo, che a un miglio di là quel tufo veniva estratto da un piano al nord, detto Valle di Metelona, siccome vidi andando sul luogo. Esso adunque in più siti risalta ai due lati della pubblica via, massimamente presso la Taverna; ed è pur quivi dove sono le cave, non già dentro, ma sopra terra, che servito hanno in parte per la edificazione degli Acquidotti. Porosissimo è questo tufo; e però immerso che sia nell'acqua, la attrae con forza, e leggermente fischiando, come è proprio di più altri corpi bibaci. Somigliante al genere dei tufi ha peso, e consistenza mezzana, è ruvido al tatto, e nel colore pende al giallo. Ma più minuta-