Vai al contenuto

Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/238

Da Wikisource.
176

lo di Metelona mi ha fornito smalto verace; gli altri sono stati infusibili.

I lembi del tufo, ossia delle pomici infrante, e mezzo polverizzate, sono circondati dal carbonato calcare. Ma non è a dubitare, che queste pomici, oltre l'avere profonde radici, si estendano anche lateralmente fra detta pietra a grandi lontananze. Siccome adunque queste materie vulcaniche sono probabilmente in immediata comunicazione co' Vulcani di Napoli, e de' suoi contorni, è probabilissimo che lo sieno del pari con quelli dell'Agro Romano, e fors'anche della Toscana; di guisa che formino un sol tutto vulcanizzato d'immensa estensione.

V'ha chi pensa, e forse non senza ragione, che il gran Catino del mare di Napoli, che guarda in faccia di Capri, sia il resto di un antico cratere vulcanico. Sarebbe importante con idonei ingegni, analoghi a quelli che pescano il corallo, e talvolta i pezzi di scoglio, su' quali nasce, esplorarne il fondo a diverse lontananze dalla spiaggia. Ed ove si scoprisse un incavo non dissimigliante da un imbuto capovolto, e i pezzi, che si strappasser dal fondo, si trovassero d'origine