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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/242

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sono sempre di più difficil fusione dei sorli. Veduta sul Monte Rosso di tutta la corrente, che nel 1669. andò fino al mare. Calamità in più tempi sofferte per l'Etna da S. Niccolò dell'Arena. Lave della mezzana Regione. Sua ricantata celebrità per la lussureggiante vegetazione, ed elevatezza degli alberi. Prodigiosa antichità di queste due Regioni. Grotta delle Capre. Natura della lava di questa Grotta.

Quantunque il Vesuvio per se stesso considerato debba dirsi un insigne Vulcano, e in ogni tempo per le calamità, e le rovine apportate stato sia il più grande oggetto di costernazione, e spavento a' circostanti Paesi, pur nondimanco ove vogliasi all'Etna paragonare, perde assaissimo di sua fama, e si rimpicciolisce per guisa, che oserei quasi nomarlo un Vulcano da Gabinetto. Il Vesuvio non si solleva forse d'un miglio sul livello del mare, e tutto il suo giro alla base, compresovi anche Ottajano, e Somma, non estendesi al di là di trenta miglia. Il Monte Etna all'incontro, preso