alle radici, volge attorno cento ottanta miglia, e la sua elevatezza sul mare oltrepassa d'assai le due miglia. Su' fianchi dell'Etna levansi altri Monti minori, quasi suoi figli, talun de' quali il Vesuviano agguaglia in ampiezza. Le lave più estese di questo Monte non superano in lunghezza le sette miglia, e quelle dell'altro s'innoltrano al quindicesimo, e al ventesimo miglio, e taluna è giunta fino al trentesimo. Le labbra del cratere dell'Etna non è mai, che sieno circoscritte da un miglio solo, ma conforme i cangiamenti, cui vanno soggette, ora nel loro circuito pareggiano le due miglia, ora le tre, ed è fama che nell'orribile incendio del 1669. si sieno allargate fino alle sei[1]. Ma il giro della Vesuviana voragine non arriva mai a un miglio dimezzato, eziandio quando ne' più rovinosi incendj se n'apron di molte[2]. I
- ↑ Borelli Hist. Incend. Etnae an. 1669.
- ↑ Ignoro chi abbia sì stranamente indotto in errore il Sig. Sage, quando dice, che il cratere del Vesuvio ha più di tre miglia di diametro (Elem. de Min. T. I.); il che se fosse vero, la circonferenza del cratere vesuviano si accosterebbe alle dieci miglia; estensione, che nessun Vulcano del mondo ha forse mai avuta.