tremuoti finalmente cagionati da ambidue questi Vulcani, gli accendimenti, le detonazioni, le grandinate, e i danneggiamenti quindi prodotti sono in agguaglio della rispettiva lor corpulenza. E però non è a stupire, se il recarsi al Vesuvio riputato venga quasi cosa da nulla; e le gite ivi fatte non sogliono rendersi pubbliche, se non se quando sono accompagnate da' scorrimenti di lave. All'incontro il viaggiare all'Etna si tiene in conto di non picciola impresa, tra per l'arduità del cammino, e per la lunghezza solendosi pigliar le mosse da Catania, trenta miglia lontana all'Etnea sommità; come non meno per doversi attraversare tre climi diversi; quando il trasferirsi da Napoli al Vesuvio, per la poca distanza dee dirsi più presto una passeggiata, che uno viaggio, con pochissimo divario nella temperatura tra l'ima base dell'ardente Montagna, e il suo vertice. A dispetto però di cotante difficoltà, la bellezza, e la grandiosità del Vulcano etneo, la sublime sua elevatezza, la giuliva insieme, e maestosa scena de' moltiplici oggetti, che di colassù offre agli occhi de' riguardanti, hanno invaghito i curiosi