| Questa pagina è stata trascritta, formattata e riletta. |
| 190 |
consistono nel terriccio, che comincia ad apparire su di esse, generato in parte dalla decomposizione delle lave medesime, ed in parte dalla distruzione delle piante, che dopo un dato tempo vi nascono sopra. Dalla grossezza del qual terriccio prende egli la norma della diuturnità delle lave: e si argomenta di provare l'assunto cogli esempli di più lave etnee d'epoche differenti, le quali in ragione di loro anteriorità sono vestite di maggior terriccio. Così una lava del 1157. quando nel Decembre del 1776. venne da lui osservata, aveva un suolo di terra di dodici pollici: su d'un'altra del 1329. ve n'erano otto pollici: più d'un pollice trovavasi in quella del 1669., e la recente del 1766. era ancor senza terriccio. Quindi egli opina, che dall'antichità delle lave provata dalla quantità del terriccio, si possa dedurre quella del mondo.
Siccome l'argomento non è privo di speziosità, ed è pure usato da altri, così merita d'essere alquanto discusso. Al certo l'osservazione c'insegna che le lave col volger degli anni si sopravvestono d'uno strato di terra idoneo alla vegetazione.