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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/256

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disgrazia, che sieno sempre perite, non ostante l'avervele replicatamente piantate. Alcune pochissime ritrovai vive, come qualche melagrano, e qualche mandorlo, ma tisicucce, e languenti, quantunque la sminuzzata lava, dove gettate avevano le radici, rimescolata fosse a terra ferace. I soli fichi opunzia[1] lussureggiavano copiosamente. Ma è troppo noto che cotale arbusto è amantissimo delle lave, senza lasciar di appigliarsi, e di sorgere a grandi altezze, e di fruttificar largamente su le più sterili. Cadrà il destro di dirne al disteso, ove il decorso dell'Opera mi porterà a luogo più convenevole di ragionarne. Solamente ivi sussiste tuttora, e sussister potrà in avvenire un superbo vivajo profondamente nella lava incavato, e comunicante coll'acqua marina, nel quale si conservano varie maniere di pesci.

Esaminati per qualche tempo i contorni di Catania col Cavaliere Gioeni, a cui pe' molti favori, di che mi ricolmò, professar debbo la mia più viva, e più

  1. Cactus opuntia. Linn.