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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/258

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E' noto del pari che tanta fertilità è dono dell'istessa lava, che per la lunghezza de' tempi rammollita, ha prodotto un terreno fertilissimo, compensando per tal guisa la passata miseria con la presente ubertà. Alla quale però contribuito hanno di molto le opere, e l'industria dell'agricoltura, oltre lo sfasciamento, e la corruzione de' vegetabili stessi, che hanno sì gran parte nella fruttificazion delle terre. Non è però che quelle lave non manifestino in alcuni angoli la nativa salvatichezza, sporgendo dal facile ed utile suolo sotto forma di punte, e di tumori, oppure scoprendo i fianchi ignudi alle sponde di rapidi torrenti. Alcuni alberi di certi pendj, dove il terreno è a poca profondità, non potendo cacciar le radici all'ingiù per l'insuperabil resistenza della lava, le piegano, ed estendono quasi orizzontalmente a fior di terra. Onde si rende manifesto, che l'abbondanza della Regione inferiore dipende tutta da una crosta di terra più o meno grossa, mancando la quale tralignerebbe in miserabile squallidezza, siccome fu tale sicuramente una volta.