Alle ore 10. del mattino pervenuto al Villaggio di Nicolosi (Tav. I. H.) io mi ritrovava presso a Monte Rosso, che prima era un piano, dove nel 1669. si aperse la nuova Voragine, e ne sgorgò la formidabile lava, che del continuo fluendo al basso arrivò fino al mare, dove fece una specie di Promontorio (Y): e però stato sarebbe gran peccato di non visitar questo Monte, quantunque deviassi alquanto dal diritto cammino per l'Etna. E già oltre questa tanto memorabile eruzione, stimolavanmi a farlo altre triste memorie lasciate da lei, che giunto a quel luogo mi cadder sott'occhi: ciò erano le nere copiosissime arene versate in quella circostanza dal novello Vulcano, e sparse attorno per lungo tratto, le quali oggidì si conservano intatte, e fuori di Nicolosi altamente ingombrano una spaziosa pianura, dove una volta verdeggiavano gli alberi, alcuni de' quali ritengono anche adesso un avanzo di vita, spuntando dalla volubile arena le frondose lor cime. Sebbene cotesta arena, che presentemente ha il giro di due miglia attorno a Monte Rosso, quando scagliata venne fuori della voragine, inondò uno spazio di 15 mi-