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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/261

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Per la diligenza del Borelli stesso sappiamo, come oltre la nominata voragine spalancatasi poco appresso il tramonto del sole del giorno 11. Marzo di quell'anno, e la lava quella notte stessa indi scoppiatane, nel giorno 13. del medesimo mese da quel baratro aperto cominciò ad essere su per l'aria lanciato un profluvio di scorie, e di arena, che durò tre mesi, e che formò Monte Rosso. Di un centinajo e più di Monti, che coronano i fianchi dell'Etna, questo è il solo, di cui nella Storia sia stata tramandata la formazione[1].

Esaminato avendo io questo Monte bivertice su la cima, nei lati, e alla ba-


N 4
  1. Il Cavaliere Hamilton nel suo Viaggio all'Etna favellando di questa eruzione, apporta una Relazione del Conte Winchelsea, che vi si trovò presente, più meravigliosa, che vera. Oltre che egli non andò mai su' luoghi, ma su le torri di Catania guardò quell'incendio, dice che il fuoco di una Montagna ne fece due, e che la sua composizione, come pur quella delle pietre, e delle ceneri vomitate erano (tra gli altri principj) mercurio, piombo, bronzo, ed ogni altra qualità di metalli; il che solo basterebbe a mettere in fondo questa Relazione.