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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/270

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e allagando immenso paese s'inoltrò fino al mare, diressi i miei passi a S. Niccolò dell'Arena, gradito Ospizio pe' Forestieri che viaggiano all'Etna, e al quale io giunsi verso il mezzodì del medesimo giorno 3. di Settembre. Questa antichissima Fabbrica, che ha le fondamenta su le lave, dava una volta ricovero a buon numero di Religiosi Benedettini; e sono omai dugento anni, che per le molte e gravi calamità dall'Etna sofferte, furono stretti di abbandonarla, e rifuggirsi a Catania. Di fatti independentemente dalla Storia fanno di tali disastri autentica fede più Iscrizioni, che in quell'Abituro si leggono, qua di ruinosi tremuoti, là di correnti di lave, altrove di nembi di arena, e di ceneri, che lo hanno dannificato, e talvolta quasi distrutto, raccontandosi insieme le varie epoche de' riparamenti già fatti. Que' contorni sono tuttora ingombri della nera arena, che nel 1669. piobbe da Monte Rosso, se non che per esser più facile delle lave a convertirsi in terriccio, è ceduta da più anni in alimento a più d'uno non ignobil vigneto. Dopo una breve refezione da me fatta in quel luogo Ospitale,