fine di pernottarvi, ma prima di farlo non trovai fuori di stagione l'accostarmi al fuoco, ivi fatto preparare con rami recisi dai vicini alberi, giacchè in quell'altura il termometro di Reaumur marcava gradi 8½ sopra il gelo, quando nel mattino del istesso giorno a Catania ne segnava 23. Girando l'occhio attorno alla Grotta vidi su' pedali di alcune querce incisi i nomi di diversi Viaggiatori con le epoche segnate, ed alcuni di questi sono in fama d'ingegni preclari. Sebbene quella lettura risvegliò in me qualche sdegnuzzo, dal vedere che di que nomi non ve n'era pur uno, che fosse di Viaggiatore italiano.
Termino il Capitolo col brevemente accennare una cosa concernente la Grotta delle Capre, da altri non avvertita ch'io sappia. E' stato detto che è così chiamata, per chiudervisi dentro le Capre ne' tempi piovosi, che è scolpita nella lava a guisa di forno, che è attorniata di antiche e rispettabili querce, che le loro foglie a' passaggieri servon di letto, ec., ma nessuno ha indicata la natura della lava formatrice di questa Spelonca. Senza pretendere di volere supplire io a