ne' vuoti spazi dell'aria. Assai fumajuoli alquanto più basso, e verso l'ouest seguivano le due colonne. Cotesta veduta era dunque troppo allettatrice per impegnarmi a salire fin là, onde scoprire, se possibile era, ed ammirare i segreti di un tanto Vulcano. D'altronde il sole essendo chiarissimo, sembrava assicurarmi che quel giorno arriso avrebbe a' miei desiderj. Ma coll'esperienza mi avvidi che le due miglia e mezzo da farsi, erano sopra ogni credere penonissime, e senza un vero trasporto di voler pure ad ogni costo spingermi fin là, non le aurei superate. Dati adunque qualche cento passi più oltre, primamente trovai l'opposizione di un torrente di lava, ch'io era in necessità di traversare, se giunger voleva a quella vetta fumante. Accertato dalle mie guide che quella lava era corsa nell'Ottobre del 1787., e la sopra nominata Relazione del Cavaliere Gioeni non facendo parola che dell'etnea eruzione del mese di Luglio dell'istesso anno, accorciatamente la descriverò, siccome non ancor pubblicata. Cotesta recentissima lava ingombra tre miglia di lunghezza, ma diversifica nella larghezza,