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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/286

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no, o di dar volta, e ritornartene addietro. Non nego io già che qualche tratto mi si rompessero sotto i piedi le scorie, che qualche altro sopra lo sdrucciolo delle medesime per poco io non cadessi in affossamenti di malagevole escita, e che uno dei tre siti indicatimi, per l'esorbitanza dell'ardore nol provassi spiacevolissimo; tuttavolta sano e salvo io giunsi al di là della corrente per traverso trascorsa, senza aver lasciato di fare qualche fuggitiva osservazioncella dove venivano quegli ardori. Due larghe crepature adunque in siti diversi apparivano dentro alla lava, la quale ivi malgrado la chiarezza del giorno oscuramente rosseggiava; ed avendo ad una di esse avvicinata l'estremità del bastone, che mi serviva di appoggio in quel disagevol tragitto, fumicò di presente, e un momento appresso infiammò, Era dunque indubitabile, che quell'ammassamento di lave eruttate covava tuttora nel seno vivi e svegliati gli avanzi del fuoco, i quali ivi piuttosto che altrove si facean palesi, per esservi in maggior corpulenza tali materie.