e tra l'est, e il sud dove io mi trovava, veggonsi le pareti quasi a piombo tagliate. Malgrado sì fatta irregolarità formano però una specie d'imbuto, largo alla cima, e stretto al basso, siccome suole osservarsi in altri crateri. La profondità del cratere da' suoi labbri sino al fondo sembra essere d'un sesto di miglio. Le pareti si osservano difformemente scabrose, e lorde di concrezioni di color rancio, su le prime da me credute di solfo, ma in seguito riconosciute per muriato ammoniacale, riescito essendomi di staccarne alcune dai lembi della voragine. Il di lei fondo è formato di un piano quasi orizzontale, del giro circa di due terzi di miglio, esso pure in giallo listato, a cagione verisimilmente del medesimo sale. Ma cotesto piano alla parte dove io era, manifestava una circolare apertura del diametro apparente di cinque pertiche circa, e appunto da essa si sollevava la maggiore colonna di fumo, quella ch'io vedeva già innanzi di pervenire al vertice dell'Etna. Tacio diverse tracce di fumo, che a modo di sottil nebbia elevavansi da quel fondo, e da più parti delle pareti. Questa colonna,