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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/296

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novelle ed importanti verità. Ma gli uomini, che preso aveva a direttori del mio viaggio non vollero concedermi tanta licenza. Non poterono però distormi dal notare a mio grand'agio le ricordate cose, e di scorrere quella cima a mio piacimento, malgrado le pericolose conseguenze che mi facevan temere, dicendomi che cangiando peravventura il vento, la colonna di fumo poteva torcere verso di noi, e spogliarci in un subito di vita co' pestilenziali suoi aliti; di più che non eravam certi, che la lava di quel fondo, che moveva placida, e innocua, rimanesse per più ore in simile stato, ma che era possibile per una di quelle circostanze difficili a prevedersi, che venisse inaspettatamente in alto lanciata, e sotto le sue ruine noi seppellisse, punendo così l'imprudente nostra curiosità, adducendo eglino assaissimi casi di eruzioni improvvisamente dalle rotte viscere di quel Vulcano sbucate.

Più sopra si è veduto due essere le ondate del fumo su l'Etna. Convien dunque sapere, che oltre la punta dell'Etna su cui mi trovava, al nord ha un'altra punta d'un quarto di miglio più alta, e quindi la sommità dell'Etna pro-