priamente è bicipite. Dentro alla prima punta è immerso il descritto cratere, e a' fianchi dell'altra giace il secondo, ed è da questo che esala una minore colonna di fumo. Il secondo cratere è d'una metà circa più picciolo del già descritto, e l'uno è separato dall'altro per un semplice tramezzo di scorie ammonticellate, e di lave, avente la direzione dall'est all'ouest. Ho guardato a poca distanza questo secondo cratere, ma è stato impossibile l'andarvi sopra pe' forti, e numerosi fumajuoli che lo attorniavano. Non ne fui però molto dolente, dopo l'aver veduto ed esaminato il principale cratere, che è quel desso, da cui escirono nel 1787. più scoli di lave. Ascrivo anzi a mia rara fortuna l'aver potuto soddisfarmi nella gioconda contemplazione dei narrati oggetti, assicurato avendomi le guide, che delle tante volte, che per condurvi forestieri si erano all'Etna recate, questa era la sola in cui chiaramente, e senza disturbi veduto avevano le parti interne di quella immensa voragine. Dopo il mio ritorno a Catania, narrommi il Cavaliere Gioeni, che nelle diverse sue escursioni a questa Montagna, non aveva egli stes-