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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/298

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so mai avuto sorte pari alla mia, e che un mese innanzi al mio arrivo colà, essendosi incamminato all'Etna col Cavaliere Dangios, Astronomo di Malta, munito d'idonei strumenti per pigliare geometricamente le misure dell'altezza della Montagna, arrivato alla base del cono, dove furono prese tali misure, fu stretto dare addietro per gli ostacoli sopraggiunti. E questi a dir vero il più spesso non sono pochi, ne' piccioli. Rizzandosi l'Etna a enorme altezza sopra il livello del mare, suole aver la sua testa coronata di nevi, e di ghiacci, e le più volte offuscata da' nuvoli, quando questi non siano più bassi, e non ne radano i fianchi. Senza che i venti frequentemente colassù imperversano in guisa, che gli uomini non possono reggersi in piedi, per tacere l'acuto freddo, per cui intirizzan le membra. Ma i nemici più terribili per chi ama superare quell'ertissima cima, sono i fumajuoli sulfurei, che sovente ne assiepano il dorso, e i volumi pur di fumo sulfureo, che prorompono dalla bocca, eziandio quando non è minaccioso il Vulcano. Pare che la natura così all'Etna, che negli altri Monti che gettan