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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/300

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cratere dell'Etna con quelle de' Sigg. Riedesel, Hamilton, Brydone, e Borch, giacchè questo termine di confronto servirà a far vedere alcuni rilevanti cangiamenti avvenuti a questo Vulcano nell'intervallo di anni ventuno circa, cioè dal tempo che venne visitato dal Riedesel, anteriore di questi Viaggiatori, e che fu nel 1767., fino a quello della mia visita nel 1788. All'epoca di questo Scrittore il cratere si allargava all'est in un'apertura, che presentemente più non v'è. La misura del giro non è definita. Non favella tampoco della faccia interiore del cratere, perchè probabilmente non veduta, e ciò credo io, per la copia del fumo, che per lui detto del continuo ne esalava.

Abbiamo però da lui una importante osservazione, ed è che a quel tempo non esisteva nel fondo del cratere il piano da me descritto, giacchè le pietre, che dentro al cratere gettava, non rendevano il più picciol suono all'orecchio. Quel baratro poi faceva sentire un romore comparabile a quello de' fiotti del mare per tempesta agitati[1]. Il qual romore, se-

  1. L. c.