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mente le parti più basse del cratere pel fumo che troppo copiosamente ne usciva. Pure siccome questo veniva talvolta in altra parte cacciato, così gli riescì di scoprire, che il cratere formava un imbuto, che via via restringendosi andava a finire in un punto: e questo imbuto incrostato era di sale, e di solfo. Il cratere aveva due miglia e mezzo di circonferenza[1].
Dall'epoca dunque del Barone Riedesel a quella del Cavaliere Hamilton la costruttura del cratere sofferto aveva grandi mutazioni, giacchè se le pietre dentro gettatevi non davano indizio all'orecchio di urtare contro corpi solidi, è per se chiaro che allora vi era un abisso, anzi che un imbuto. L'imbuto all'epoca segnata da Hamilton terminando in punta è pur chiaro, che allora mancava il piano da me descritto, che girava attorno due terzi di miglio.
L'interno del cratere, dice Hamilton, era vestito d'una crosta di sale, e di sol-
- ↑ L. c.