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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/307

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tizzano, e mettono in movimento, ora fabbrica, ora distrugge, ora il distrutto riordina, e riconduce allo stato di prima. Un cono concavo e capovolto al di dentro, solido e diritto al di fuora, questa si è l'usitata e natural figura della cima di un Monte vulcanico. E cotal forma in contrade ancora che più non ardono, si è una delle prove quasi sicure dell'esistenza di un antico Vulcano. Ma questo cono soggiace a grandi cangiamenti in ragione delle furie maggiori, e minori del Vulcano, e della copia, e qualità delle eruttate materie. Il di lui interno per più d'una cagione è sottoposto a guasti, e a rovine. Corrispondendo sottovia agli spazj cavernosi della Montagna, non siam lontani dal crederlo in aria sospeso: quindi egli è facile che assai delle volte si guasti, e dirupi: effetto che può anche prodursi dall'impeto ruinoso di materie novelle, che in ver le parti superiori tentin l'escita. E allora l'incavato cono anzi che terminare in punta, offrirà a' risguardanti, secondo le circostanze, un'apertura, una voragine, un baratro. Che se per quell'aperto squarcio entri la liquida lava, e quivi per qualche tempo si arresti, la


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