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sua superficie pel toccamento del freddo aere a poco a poco perdendo il calorico, si congelerà formando una crosta o solido piano, a quel modo che nella crudezza del verno appo noi fa l'acqua in qualche luogo depresso raccolta. E se la fluida sottostante lava venga in seguito ad urtare con forza quel piano, potrà spezzarlo, o bucarlo soltanto là, dove trova minor resistenza, nel quale ultimo caso vedrassi la lava occupare quel foro. Se poi la medesima in vece di ascendere unita in un sol corpo, verrà a brani in immensa copia in alto scagliata dentro al cratere, rappigliatasi nell'aria, e ricaduta nel fondo, produrrà in certe circostanze dal successivo suo ammassamento un gran cumulo, che per le leggi della gravità dovrà avere la figura di un cono. Questi cenni di teorie sono atti se non a spiegare, almeno a far concepire la diversità dei surriferiti fenomeni in diverse epoche nel cratere dell'Etna osservati.
E' a dolere che manchiamo assolutamente d'una Storia dell'Etna, della quale se fossimo arricchiti, potremmo apprendere, a grande illustrazione della teoria de' Vulcani, la moltiplicità de' can-