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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/310

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Sussistendo questo racconto, il cratere dell'Etna era dunque allora circoscritto da un sopracciglio (ch'io interpreto essere state le di lui pareti) ma questo cratere veniva nell'inferior parte troncato da un piano sollevantesi nel mezzo in un picciol monte[1]. Racconta il nominato Geografo, che due uomini osato avendo di scendere su quel piano, furono stretti per l'eccessivo calore di ritornarsene addietro.

Non uno, ma due crateri vengono da Solino individuati, da' quali i vapori vomitati scaturivano[2].

Un doppio cratere trovò pure il Cardinale Bembo su quella cima, l'uno più elevato dell'altro, e fra se distanti d'un tiro di fionda. La potentissima forza de' venti, e gli esalanti fumi non gli permisero vedere che il cratere inferiore.

  1. Questa osservazione consuona con quella di D'Orville poc'anzi narrata, e trovo che somiglianti montagnette surte sono talvolta dentro al cratere del Vesuvio. De Bottis Istoria di varj incendj del Vesuvio.
  2. In Etnae vertice hiatus duo sunt, crateres nominati, per quos eructatus erumpit vapor. Cap. XI.