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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/313

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il primo che a' suoi tempi sorgeva dalle fauci del cratere un picciol colle, per ogni parte isolato, e che formava il cucuzzolo della Montagna, il quale in una terribile eruzione piombò nella voragine, ove si seppellì, rimanendo per tal modo più largo il cratere, e più basso il Monte Etna. E quel colle istesso era il risultato di un'anteriore eruzione accaduta nel 1444.[1].

Così nell'incendio del 1669. riferisce il Borelli, che da una profonda voragine venne inghiottita la sommità dell'Etna, che a guisa di specola, o di torre, sorgeva a grande altezza dal piano[2].

Ho già avvertito, che quando andai all'Etna, il suo vertice era in due diviso, e che una delle sue punte, ossieno picciole montagne alzavasi d'un quarto di miglio sopra dell'altra. Non prenderei meraviglia, se udissi dire, che in qualche nuova e gagliarda eruzione quel monticello più alto fosse caduto, e che

  1. L. c.
  2. L. c. Veggasi la Tav. I.