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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/314

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i due crateri ridotti si fossero a un solo di ampiezza maggiore. Tali cadute sappiam pure avere talvolta sofferte il vertice del Vesuvio, e desse sono naturalissime. Sembra certo, che le parti più eminenti dell'Etna, e così diciamo degli altri Monti, che dalle loro sommità vomitan fuoco, abbiano le fondamenta su fianchi della voragine, che ad infinita profondità si estende. Ora in un forte scuotimento di terra, in un urto violentissimo di lava, che tenti sboccare, nulla evvi di più facile, che quelle fondamenta crollino, e scoscendano, e che in conseguenza il cacume del Vulcano precipiti, e in quel baratro si perda.

Queste rovine però non hanno da tempo immemorabile prodotto un qualche riflessibile abbassamento alla sommità dell'Etna, conciossiacchè le perdite cagionate da alcune eruzioni vengano riparate da altre che seguon dappoi. Lo argomento da un fenomeno, che suol essere inseparabile dal vertice dell'Etna, e che per rara fortuna non si osservava quando vi andai, voglio dire i ghiacci, e le nevi. Se nei tempi andati per la rovina di una gran parte del sommo della Monta-