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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/315

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gna, fosse ella divenuta considerabilmente più bassa che adesso, egli è certo che per sorgere in un clima assai dolce, le nevi, e i ghiacci continuato non avrebbero a persistervi nelle maggiori vampe della state, come ci persistono presentemente. Ma questo eterno soggiorno delle nevi, e de' ghiacci su l'Etna è decantato da tutta l'Antichità. E un tal fenomeno per esser veduto non esigeva la vicinanza degli occhi, giacchè possiam mirarlo da lungi ben cento miglia: “Adscendit ea Regio (parlando della suprema Regione dell'Etna così Fazello) passuum millia fere XII., quae per hyemem tota nivibus obsita, extremisque frigoribus riget: per aestatem quoque nulla sui parte nec canitie, nec gelu caret: quod equidem admiratione dignum est; cum vertex incendia prope sempiterna jugi flammarum eructatione inter nives ipsas pariat, enutriat, ac continuet[1]”.

Con questo Scrittore quadrano Solino, e Silio Italico, il primo de' quali

  1. L. c.