| Questa pagina è stata trascritta, formattata e riletta. |
| 262 |
su le quali siede a mezzodì la vaga, e dilettosa Catania, cui fa specchio il vicin mare.
Ma non solo da quella enorme eminenza del Globo discopriamo per attorno tutto il corpo dell'etnea Montagna, ma l'intiera Sicilia, le diverse Città che la nobilitano, le varie alture de' Monti, i distesi piani delle campagne, i fiumi che vi serpeggian per entro, ec.; e stendendo più oltre il guardo, veggiam Malta in barlume, ma con sorprendente chiarezza i contorni di Messina, la massima parte della Calabria; e Lipari, e il fumante Vulcano, e l'avvampante Stromboli, e il rimanente dell'Isole Eolie a noi sembra di aver sotto i piedi, e faccendoci chini, di toccar con le mani.
Un altro oggetto non men superbo, e grandioso si era la sterminata pianura dei sottostanti mari, che mi attorniava, e mi portava l'occhio ad immense distanze, fino ad unirsi lembo a lembo col cielo.
Se assiso in sì gran teatro di maraviglie provava ineffabil diletto per la