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mente il piede su qualche grosso pezzo di scoria, e il sostenersi diritto, ed equilibrato della persona, poichè quel pezzo al più picciolo urto all'ingiù che riceveva dal mio corpo, sdrucciolando velocemente per la china, mi trasportava a notabil distanza; arrestatosi poscia tra via da altre scorie che avanti cacciava, e che in gran numero si accumulavano attorno di esso. Allora al di sotto di quel cumulo cercava io altra grossa scoria, su cui potessi, come alla prima, appoggiarmi, la quale con l'istesso suo discendere mi faceva correre un nuovo tratto di cammino; e aveva solo in questi miei scorrimenti l'avvertenza di romper l'urto col bastone alle scorie che venivan dietro di me, acciocchè ai piedi non mi fosser nocive. Usando di tali industrie, in pochi minuti era già al termine di quella discesa.
Poco sotto il ciglione dell'Etna giacciono le rovine di un'antichissima Fabbrica, chiamata la Torre del Filosofo, per credersi da molti che abitata fosse da Empedocle, a fine di soggiornare in un luogo opportunissimo per osservare gl'incendj Etnei. Altri avvisano, che