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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/334

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risultando d'un accozzamento di lave, di scorie, e di vulcanica arena.

Ma quì mi cade in acconcio il fare attorno a questi Monti una breve considerazione. Il loro nascimento deriva egli dalle squagliate materie nell'immenso abisso dell'Etna rinchiuse, che per l'eccedente altezza non potendo salire fino al cratere, sboccate sieno da' suoi fianchi, e generato abbiano una volta cotesti Monti? O più veramente sono eglino stati prodotti da incendj, e da eruzioni particolari, per nulla comunicanti con la sterminata fornace, che mette foce dentro al cratere? So che il comune de' Vulcanisti si atterrà alla prima supposizione, anzi che ne sarà persuaso in guisa, che riputerà disprezzabile la seconda: e veggo che in generale ove ai fianchi d'un principale Monte ignivomo ne nascano dei subalterni per via di eruzioni, se ne rende ragione, ammettendo la prima supposizione.


    Sicchè la descrizione dell'inglese Naturalista di questi curiosi Monticelli vulcanici era stata preceduta da quella di uno Scrittore Siciliano, di un Italiano, e di un Olandese, tutti e tre testimoni oculari.