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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/336

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orrendi muggiti, e scuotimenti di terra. La seguente notte ne sboccò un fiume di lava, e il dì 13. dello stesso mese oltre le pietre, ne uscì fuori un'immensa quantità di arena. Durante intanto questo orribile spettacolo di sotterranei tuoni, di tremuoti, di aprimento di terra, di corrente lava, di grandinate, taceva pienamente il superiore cratere dell'Etna, e soltanto a quando a quando lasciava apparire quelle tracce di fumo leggerissime, che mostrava innanzi a quell'epoca, e che sogliono accompagnarlo ne' tempi di placidissima calma[1]. Non so s'io m'inganni, dicendo esser cotesto un plausibile documento del niun commercio della suprema bocca dell'Etna con la novella apertasi a' suoi fianchi, e da lei più miglia lontana. Osservo inoltre col citato Borelli che quell'altissimo cratere conservato avendo fino al venticinquesimo giorno di quel mese la quiete, e il silenzio, lo ruppe in seguito, infuriando presso a poco coi medesimi sintomi di fumo, di tuoni, di terremoti, di arene, e di sassi eruttati, e

  1. Borelli l. c.