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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/343

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attentamente la configurazione, poi salendovi sopra, per osservarne le parti. Salta subito agli occhi, che alcuni di cotesti Scogli non d'altro constano esteriormente, che di colonne prismatiche, cadenti a piombo su l'acqua della lunghezza dove d'un piede, dove di due, e talvolta di più. Ma è certo però che tale altro dei medesimi Scogli non mostra la più picciola apparenza prismatica, e che è interrotto soltanto da irregolarissime crepature, per cui ne risultano pezzi altresì irregolari, siccome nelle vulgari lave osserviamo.

Gli Scogli de' Ciclopi presentano un altro fatto, che non ha sfuggito gli occhi perspicaci del Commendatore Dolomieu: ciò sono molte e diverse zeoliti bellissime, che incontransi su la loro superficie, ed anche di mezzo alla loro sostanza, ove sieno piccioli vani, e cavernette: e per buone ragioni egli avvisa, che queste nobili pietruzze dopo il raffreddamento delle lave abbiano avuta l'origine dall'acque feltrate attraverso di esse, e che tenevano in dissoluzione le molecole idonee al producimento delle zeoliti. Inutile opera sarebbe ch'io quì impiegassi la


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