ha, siccome formalmente statuisce Dolomieu, che sì minutamente lo ha esaminato; e per andarvi, avendo io calcata presso a poco la strada fatta dal Borch, avrei dovuto trovarle, se stata ve ne fosse quell'abbondanza, ch'egli pretende. E il Cavaliere Gioeni tra i prodotti della eruzione del 1787. descrivendone uno, che per la configurazione si accosta alle pomici cavernose di Lipari, nota esser questa la prima volta che simil pietra è stata fornita dall'Etna[1].
- ↑ In questo errore però non è incorso il solo Borch. Il Cavaliere Hamilton nel suo Viaggio all'Etna non trovò pomici. Pure che ci esistessero, fu assicurato dal Canonico Recupero di Catania quegli che, come è noto, non possedeva i primi principj della Litologia. Il Barone Riedesel che in questo ramo di sapere non era forse superiore al citato Siciliano, dice che la pomice è nel numero delle pietre, che vomita l'Etna, e vi unisce la pietra drenaria, produzione che per i veraci conoscitori della Mineralogia de' Vulcani è al pari delle pomici forestiera all'Etna. E qualcheduno di questi Autori avrà facilmente fatto dire al Sig. Sage, che l'Etna vomita gran quantità di pomici. L'origine di questo grosso abbagliamento verisimilmente è nata dalla qualche simiglianza, che per i meno oculati hanno con le pomici le scorie, e le lave cellulari.