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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/348

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dandosi da costoro altri minuti animalucci, che disavvedutamente caggiono in quella lubrica, e traditrice fossetta, e nominatamente le formiche, convien dire che quivi non mancassero tai viventi, quantunque allora non li vedessi.

La Città di Catania ne' giorni ch'io vi dimorai, ebbe per più versi di che trattenermi giocondamente. I due Musei, l'uno del Principe di Biscari, l'altro de' Padri di S. Benedetto, che oltre più cose relative alle Arti, e all'Antiquaria, la più parte pregievolissime, sono anche forniti d'una Collezione di naturali produzioni, corrisposero alla molta espettazione, che conceputa ne aveva per le vantaggiose descrizioni dei Sigg. Riedesel, Brydone, e Borch. Il primo singolarmente va superbo di alquanti pezzi rarissimi, e che figurar potrebbero in ogni più illustre, e più grandiosa Raccolta. Ma in quella Città comincia a fiorire un terzo Museo, poco conosciuto fuori, perchè nuovo. Si può dire che è anche bambino, ma questo bambino però fin d'ora giganteggia. Il posseditore, e il creatore è il Cavaliere Gioeni. Primo suo pensiere fu quello di unire in sua Casa