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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/350

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periore d'ogni tubetto va corredata della sua lente ingranditrice. Così l'occhio a gran diletto ne ammira la vaghezza dei colori, la bizzarria degli avvolgimenti, l'infinita varietà delle forme, gli andamenti svariati delle aperture: e in tanta picciolezza spiccano distintamente le scavature, i risalti, le creste, gli sproni, le punterelle, i cordoncini, ec.: in somma, in que' punti di organizzata materia, non altrimenti che nei testacei più grandi, veggiamo che che servir possa non tanto di gradito pascolo agli occhi de' curiosi, che di utile ammaestramento ai dotti per caratterizzarne le specie. E nelle molte disamine dal Gioeni fatte su questi acquatici animali, si è egli distinto per la scoperta di un nuovo genere di conchiglia moltivalva, già pubblicato, e distinguerassi vieppiù in somiglianti materie per altra Operetta, che essendo io a Catania gli stava sotto la penna. Ma oltre le produzioni marine ha egli esteso le sue diligenze alle terrestri, e la vicina avvampante Montagna era troppo idonea per l'accrescimento dell'incominciata Raccolta. Quì esiston di fatti gli esemplari tutti di que' corpi vulcanici; e nella moltitudine