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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/40

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erano liquide. Il fuoco nostrale rigenera in esse questi gaz, non altrimenti che il vulcanico. Assai lave di fatti, e pomici, e vetri, e smalti, e scorie, quantunque col polverizzamento si privino di cotesti vani, dove più e dove meno grandi, e d'ordinario orbicolari, li ripigliano ciò non pertanto per la rifusione alla fornace, anzi in diversi di questi corpi le bolle gazose soprabbondan per modo, che dal soverchio gonfiarli nell'attual fusione, li fanno traboccare dagli orli de' crogiuoli. Queste mie osservazioni mi aprivano dunque l'adito a ricercare le ascose qualità di questi gaz, col far liquefare entro a' fornelli chimici i corpi vulcanici ridotti in polvere nei matracci di argilla, raccomandati all'Apparecchio pneumatico-chimico a mercurio. E per un gran numero di cimenti in tal guisa intrapresi sono venuto in cognizione della verace indole di queste gazose sostanze, intorno alle quali non si avevano che nozioni vaghe ed incerte.