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Pagina:Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino, vol. 1, 1792 - BEIC IE6478057.djvu/46

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socchè tutti dalla conceputa paura ancor gravati ed oppressi, e diciam anche dall'avvilimento. Io però in veduta di tante calamità, non ho potuto trattenermi da una breve relazione della infelice situazione, in che mi apparve allora Messina, senza lasciar di dare un cenno degli infausti accidenti in quell'orribil tremuoto del 1783. a lei avvenuti.

Scilla, e Cariddi, quella a dodici miglia dalla nominata Città, questa a qualche cento passi dalla medesima dentro al famoso suo Stretto furono i due luoghi dove prima d'ogni altro dirizzai i miei passi. Quel tratto di mare essendo allora abbonacciato, quanto almeno lo Stretto di Messina può esserlo, potei da presso espiar l'uno e l'altro, anzi con barca passai sopra Cariddi. Mi fu dunque dato di esaminarne la natura; il che pur feci di Scilla. Ne chiesi ancora que' Marinai Messinesi, che la maggior parte dell'anno vivono, possiam dire,